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Dalla frammentazione all’integrazione: la nuova frontiera della gestione dei fondi
Cari lettori,
Negli ultimi anni il settore del risparmio gestito e dei fondi di investimento ha attraversato una trasformazione silenziosa ma profonda. L’aumento della complessità normativa, la moltiplicazione degli asset alternativi e la crescente richiesta di trasparenza stanno ridefinendo il modo in cui depositarie, fund administrator, AIFM e investment manager operano lungo l’intera value chain.
Su questo scenario si inserisce il recente lancio di 3SIXTY FUNDS, la piattaforma modulare sviluppata dal Gruppo Armundia per coprire end-to-end la gestione dei fondi di investimento. Il progetto nasce da un’esigenza concreta del mercato: superare la frammentazione dei sistemi e costruire un modello operativo capace di integrare processi, dati e compliance in modo fluido e scalabile.
Un esempio concreto di questa evoluzione è Armundia FundWatch, modulo verticale sviluppato da Armundia Luxembourg per banche depositarie e AIFM, che centralizza attività oggi distribuite su più piattaforme e workflow manuali. L’esperienza maturata sul campo dimostra quanto il valore non stia solo nella digitalizzazione dei processi, ma nella loro orchestrazione.
Un caso applicativo in Lussemburgo ha evidenziato risultati misurabili in pochi mesi:
- riduzione del 40% nei tempi di onboarding dei fondi
- riduzione del 65% nell’utilizzo delle email operative
- riduzione del 50% nei tempi di archiviazione documentale
- riduzione del 90% degli errori manuali nei controlli
- miglioramento del 50% dell’efficacia dei processi di audit
Questi numeri raccontano un cambiamento più ampio. Non si tratta solo di efficientare singoli processi, ma di costruire piattaforme capaci di accompagnare la crescita del business, adattandosi rapidamente all’evoluzione normativa e alla diversificazione degli asset.
La direzione che emerge è chiara: il futuro della gestione dei fondi appartiene a modelli modulari e interoperabili, in cui ogni funzione può essere attivata progressivamente e integrata con sistemi esistenti senza trasformazioni invasive.
È lo stesso principio che abbiamo visto emergere parlando di architetture AI-ready. La modularità non è soltanto una scelta tecnologica, ma una strategia industriale. Permette alle istituzioni finanziarie di innovare mantenendo stabilità, ridurre i rischi operativi e aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato.
In un contesto in cui regolamentazione, complessità operativa e aspettative degli investitori continuano a crescere, la vera competitività si giocherà sulla capacità di governare l’intera catena del valore, non solo singoli processi.
A presto,
Stavri Pici
